Islanda

per Marie Claire Italia

Ritrovarsi di fronte all’eruzione di un geyser è qualcosa di unico che può essere esperito in pochissimi luoghi al mondo. Ma oltre alla meraviglia generata da questa colonna di acqua e vapore che cresce vertiginosamente, arrivando fino a venti metri di altezza, per poi ricadere e dissolversi in una nebbia che avvolge tutto e tutti per qualche secondo, c’è dell’altro. Nell’intervallo di tempo che intercorre tra un’eruzione e l’altra, solitamente non più di otto minuti, si crea un’atmosfera quasi solenne. Come quando si resta inchiodati davanti a un film in attesa del colpo di scena o la tua squadra del cuore si sta giocando la finale punto a punto negli ultimi minuti di gara, non ci si può distrarre neanche per un millisecondo. Tutti cercano di carpire un sibilo, un gorgoglio, un qualsiasi segnale che preannunci il prossimo boato che darà il via al nuovo getto, ma non c’è niente da fare, non c’è conto alla rovescia che tenga. Ogni volta si è colti impreparati, si sobbalza, si lancia un grande uuuuuh di stupore, si sparisce nella nuvola di vapore per poi tornare a riprovarci.

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