Valle del Nilo

per Elle Italia

Sono sempre stato un amante dei fiumi e delle piccole o grandi storie che da essi si generano. Penso ai sinceri racconti sul Po di Gianni Celati in Verso la foce, alla fuga verso la libertà lungo il grande Mississippi di Huckleberry Finn e Jim nel celebre romanzo di Mark Twain, all’indimenticabile sequenza di Fitzcarraldo del regista Werner Herzog, in cui il protagonista, nel suo completo di lino bianco, risale il Rio delle Amazzoni diffondendo la voce di Caruso attraverso un grammofono ancorato al ponte della sua sgangherata nave. Come dotati di una spiccata personalità, i fiumi determinano la forma del paesaggio circostante, definendo il carattere e l’aspetto delle città che nascono al di là dei loro argini, ma a questa componente, puramente geografica, se ne accompagna un’altra fortemente simbolica. “Non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume…” cantava Battiato parafrasando il filosofo Eraclito, mettendo in musica la prima e più importante lezione sullo scorrere del tempo con cui ci si possa confrontare nel corso della vita.

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